Dal Diario di Suor Petra- 1956

Santi esercizi (Propositi)

Ho visto la mia vita immersa nell’onda luminosa del Tuo Amore o mio Dio e il mio cuore si è sentito impotente a tanta luce!  Domine  miserere! Signore Vi faccio il sacrificio della cosa più cara, datemi sempre più luce perché non vi voglio negare nulla.

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Dal Diario di Suor Petra – 1953

23 Agosto, 1953

Mi ha molto colpito questa frase: ”Passiamo senza imporci, piano piano…..benedicendo”. Ho delle luci nuove sulla fraterna carità. Il Signore vuole che stringiamo ogni anima tra le braccia del nostro amore, commiserando sempre, giudicando poco, non fermandoci sulle inevitabili manchevolezze e miserie umane……

Giorno di ritiro 1953.

Nuovi dolori sono venuti ad opprimere il mio povero cuore già tanto esacerbato. Le mie più belle speranze sono sul punto di naufragare. Dopo aver passato ore di vero spasimo, sí da sentire affranto anche il corpo, mentre cercavo di ripetere il mio incessante atto di adesione e di fusione completa alla divina Volontà, ecco che durante il canto del Vespro una divina luce mi ha scoperto nuovi orizzonti e aperto nuove vie d’immolazione. Io devo fare mia una sola cosa: lasciarmi distruggere e sacrificare momento per momento. Oh! no, Signore,Voi non richiedete da me un’opera ridotta o circoscritta. Voi mi volete unire alla vostra opera universale di redenzione con la preghiera e il sacrificio. Ma non ne vedrò mai i frutti, non ne avrò neppure il sentimento. Le piccole opere particolari, che Voi mi affidate, il più delle volte non avranno nessun successo. Come Voi sulla dolorosa passione, io non vedrò che rovine, nulla mi sarà di conforto, tutto concorrerà a farmi soffrire. Sospesa fra il cielo e la terra, dal cielo e dalla terra sarò abbeverata d’amarezza. O Gesù, Voi avete scelta la più miserabile delle creature, affinché risplenda meglio la vostra potenza. Ecce, Fiat! Cuore del mio Gesù, rendimi fedele. Virgo Fidelis, ora pro me. Lodare con la Chiesa, impetrare con la Chiesa, rendere grazie con la Chiesa.

Dal Diario di Suor Petra – 1976

Giorno di ritiro.

Unico anelito dell’anima mia è quello di uniformarmi sempre di più a Te, Gesù mio. Alla elevazione della S. Messa mi metto sulla patena, perché Tu pronunzi su di me le tue parole onnipotenti. Lo so che non è il miracolo di un attimo, ma è un continuo divenire e questo sento che solo Tu lo fai. O Gesù, i miei desideri immensi, l’ansia struggente di vederti regnare in ogni cuore! Parla, Gesù mio, non ci infliggere il tremendo castigo del tuo silenzio, scegliti le anime coraggiose che ti sapranno seguire ovunque… Sì, Tu farai tutto questo, nonostante al presente tutto è buio. Dietro questa cortina di nebbia che avvolge la Patria, la Chiesa, i nostri cuori, c’è l’astro luminoso della tua onnipotente misericordia che esploderà in tutto il suo possente splendore. Vergine, Madre della Chiesa, Regina del mondo affretta i tempi con la tua onnipotenza supplichevole.

Festa del S. Padre Domenico, 8 Agosto 1999.

Sono felice di essere stata chiamata  a seguirvi nel vostro luminoso ideale. Sono felice di aver perseverato a seguirvi e a essere fedele al vostro carisma. Spero, con il vostro paterno aiuto, a spendere la mia vita fino all’ultimo respiro per l’opera della Divina Redenzione, per la salvezza delle anime, che fu l’ansia di tutta la vostra vita. Spero dalla divina grazia che il mio Sì sia sempre costante, fedele e generoso per venire a cantare con Voi e con tutti i nostri Santi la gioia senza fine.

Dal Diario di Suor Petra – Maggio 1952

Agonia senza nome. Fiat! Qui taglia qui brucia, qui non mi perdonare. Ma non mi rigettare in eterno, o mio Dio. Si, ho tutto demeritato perché ho disprezzato il tuo amore. Ma voglio sperare contro ogni  speranza: mostrami la via perché io non vedo più nulla. Signore, io non merito niente perché sono l’istesso peccato, ma tu sei  morto per me. Iosono la tua pecorella smarrita tra i sentieri che conducono lontano da Te. Cuore di Gesù, io confido in Te. Te lo voglio ripetere sempre anche se il mio cuore è assalito dalla disperazione e da angosce mortali. Signore, venite in mio aiuto. Oggi ho ricevuto il colpo di grazia. La vostra serva non sa più cosa dire. Voi siete giusto e io ho meritato di peggio, ma voglio credere al vostro amore, perché anche la giustizia è amore. Riprendo il mio cammino di dolore, Signore non vi chiedo neppure più di capire, rinunzio a tutte le mie aspirazioni a tutti i miei desideri, a tutte le mie brame. Voglio restare davanti a voi come un puro dolore a vostro onore, lode e gloria nel tempo e nell’eternità. Tu sei il mio Pastore e mi guidi per sentieri sicuri.

(Nota Suor Petra si era offerta al Cuore di Gesù vittima per i peccatori e queste sofferenze erano una partecipazione con Gesù per la salvezza delle anime:è questa la missione delle Monache Contemplative)

Appunti dei SS. Esercizi per la Professione

La perfezione di un’anima è l’incontro del suo cuore col Cuore di Gesù in un atto d’amore che dura tutta la vita.
Amare Gesù è imitarlo, riprodurlo in me, identificarmi con i suoi pensieri, i suoi affetti , i suoi sentimenti.
Bisogna che per me e in me ami e glorifichi senza fine il Padre suo.
La S. Comunione e la S. Confessione sono due sorgenti inesauribili, dalle quali si riversa nell’anima la vita di Gesù. Ogni giorno devo avvicinarmi al Banchetto del Signore per bere e mangiare la divina carità.
I voti religiosi sono una Pasqua perché suppongono la nostra passione e la nostra crocifissione, perché le contengono, le compiono e cominciano nello stesso tempo la nostra risurrezione. Essi ci tengono in quella santa morte che è “preziosa innanzi a Dio” e nel medesimo tempo ci fanno vivere “nascoste in Dio con Cristo”. In noi tutto è consacrato.
La Religiosa è un’ostia posseduta da Dio Padre, immolata da Dio Figlio, consumata da Dio Spirito Santo e che deve essere data in comunione alla Triade Sacrosanta.
Il calice consacrato che sia non deve servire più ad altro che al Sacrificio.

Sorridere sempre. Non occuparmi dei fatti delle altre. Cercare di rimanere sempre indietro, l’ultima, di farmi dimenticare. Studiarmi tutti i giorni di diventare sempre più piccina.
Ogni disfatta dell’amor proprio è una vittoria dell’ amore di Dio.

11 aprile 1949
La Professione è un olocausto e una consacrazione di tutto il mio essere.
Dopo la S. Messa, essa è il sacrificio più gradito a Dio e l’atto più alto e più perfetto della virtù di religione, la quale a sua volta è la più eccellente delle virtù morali.
Ma alla santità comune a ogni religiosa – sebbene in diversa misura – io devo aggiungere il carattere specifico dello spirito Domenicano; e questo è un vero obbligo che scaturisce dalla mia stessa Professione.
Lo spirito domenicano si compendia tutto nello zelo della divina gloria che si concreta nella salvezza delle anime. Col mio quarto voto praticherò questa santità specifica perché esso non tende che ad immedesimare la mia vita alla vita di Gesù, a rendermi nelle sue mani divine strumento intelligente e amante della sua gloria.
Questa deve essere la mia vita da domani nella sua divina e grandiosa unità; ma questo magnifico fiore non può sbocciare che nella calda atmosfera di una vita d’intensa orazione che ha la sua sorgente e la sua perfezione nel Cuore stesso del Figliolo Dio.

Martedì santo 12 aprile 1949
Alle ore 9 ho fatto la mia Professione semplice e ho rinnovato il voto della mia offerta al Sacro Cuore per tre anni.
Per la grazia del mio Padre celeste, per la sua gloria, per la sua gioia e in unione con Gesù io sono consacrata a Dio, sono in mano di Dio gli appartengo senza divisione, in ogni cosa e per sempre.

O Gesù, è per vivere in un atto d’amore perfetto che mi sono offerta vittima d’olocausto al Tuo cuore misericordioso. Ti supplico di consumarmi incessantemente, perché divenga martire del Tuo amore.

Il giorno della mia Professione ho chiesto a Gesù di farmi vivere la mia professione in ogni istante della mia vita; e in questi tre anni di professione semplice di farmi partecipare alle tre ore d’agonia che passò Lui sulla Croce.

Giornata di ritiro 29 maggio 1949-
Continuerò ancora il mio esame particolare su l’esercizio di non scusarmi.

Santificare il momento presente.

Chiamare vuota quella giornata che il Signore non continua in me (calice consacrato) ad offrire al Padre il Suo Sacrificio….

Il mio orientamento dopo i SS. Esercizi dell’anno 1949 datomi nelle confessioni fatte dal predicatore P. Enrico Antoni O.P.

Devo raggiungere una perfetta comunione con Dio percorrendo la via dell’amore.
Il binario che mi deve condurre è la preghiera e la mortificazione.

La mia preghiera deve essere intensa, continua e semplice.
Intensa, cioè con attenzione, col cuore, stando alla presenza di Dio, rendendomi conto della grande azione che compio pregando.
Continua, cioè ogni azione che compio sia sotto la sguardo di Dio, durante il giorno in qualunque lavoro mi occupo ritornare spesso col pensiero a Dio; unirmi al Signore e offrire a Lui e con Lui ogni sacrificio in un puro atto d’amore.
Semplice, andare a Dio come mi sento portata, senza complicazioni, la mia orazione mentale, la visita al SS., la S. Messa, la S. Comunione, l’esame di coscienza siano un attestato d’amore a Gesù, semplici sguardi di confidenza unione di volontà che si deve attuare in ogni istante durante il giorno.
La mortificazione deve essere interna ed esterna. Generale, ma divisa per settori, per ora devo mortificare maggiormente l’amor proprio scendendo con particolare attenzione al mio difetto predominante…per la mortificazione esterna basta attenermi alla Regola a tutto ciò che mi è richiesto dai miei doveri ecc.
Solo con una vera e radicale mortificazione potrò raggiungere un vero stato di orazione e solo la preghiera mi aiuterà a sapermi mortificare.

S. M. Maddalena               S. Ignazio di Loyola
22 luglio sera                     31 luglio mattina

Esercizi spirituali 1948    predicatore P. Bernardo Abbate-Rizzo O.P.
Signore, sento che questi sono giorni di grazie, sebbene le prediche non mi toccano nell’intimo. A chiusura di questi esercizi non sento la nostalgia della loro fine, ma sento che incomincia qualcosa di nuovo in me. Il desiderio di raggiungerti è sempre più vivo e trepidante. Riconosco sempre più la mia miseria, non posso far nulla senza di Te; la mia indegnità a causa dei miei peccati mi fa pensare che sono…  Mio Dio, mai ho appreso la bruttezza dei miei peccati come ora, ma mai come ora ho sentito di amarvi e sento che quando avessi anche commesso i più orribili peccati di questo mondo io vi amerei sempre di più perché più grande è la mia miseria e più sento il bisogno d’amarvi, oh sapessi io amarvi come vi amò la Maddalena pentita e così venire consumato nell’amore tutto il male che vi è stato in me!
Mio Dio perché non vi ho sempre amato!?
Ora voglio camminare nella via dell’amore e farmi sempre più piccola . Sento Signore, che la mia via è la via dell’amore nella semplicità, ma sento pure che mi chiamerete al sacrificio forse a grandi sacrifici, ma sono felice perché questo avverrà per vostra elezione e non per mia. Io non potrei mettermi nella via dei grandi penitenti perché conosco la mia debolezza anche fisica, ma voglio però camminare sulla via della croce dietro le orme del Maestro diletto salendo il mio calvario carica della croce che mi darà Lui stesso.
Intanto continuerò ad esercitarmi nel proposito fatto dalla confessione da P. Enrico e sarà l’oggetto del mio esame particolare. Ho bisogno di esercitarmi nella carità, nella vera carità e togliere da me quell’attacco superfluo che ho verso le persone  che mi aiutano nella mia vita spirituale, devo ascoltare solo Cristo e chi mi parla in nome di Lui a tempo opportuno.
Devo amare il silenzio esterno ed interno; il tumulto interiore, la dissipazione sono ostacolo al raggiungimento della vita.
Sia, o Signore, la mia vita un attestato d’amore, un vero inno di gloria a Te dalle mie debolezze aiutami a risorgere. In ogni tuo contatto con me: nella Comunione, nella preghiera fai che sia un continuo rinnovamento la mia vita, fai che sia fedele, generosa, corrispondente.

Dal Diario di Suor Petra – 1969

Nel ricordare l’anniversario della morte della nostra cara consorella Suor Petra Giordano avvenuta 3 anni fa, il 21 Giugno, riportiamo un pensiero preso dal suo Diario del 1969, leggiamo:

Mi sono sentita così vicina a Te, o Gesù esposto solennemente sul
nostro Altare, gustando una pace profonda, dimenticando tutte le angustie e le penose incertezze del momento che  attraversiamo.
Tutto è nelle tue mani, Tu sei il padrone e l’ordinatore della storia e dei secoli, che possiamo temere? IO voglio stare al tuo passo, essere una sola cosa con Te nel Sacrificio, nella Lode, nella Propizia-zione per i vicini e per i  lontani. Voglio vivere sempre più profondamente la vita eucaristica che tanto mi attira, essere una cosa sola con Gesù Ostia, seguirlo in silenzio in tutte le sue vie, senza lasciarmi intimorire o abbattere dalle spine del cammino. Voglio rinnovarmi nello spirito della mia Professione, dei miei voti e delle mie promesse particolari. Fate, o Gesù ch’io mi affretti sul cammino verso l’Eternità nell’attuazione sempre più generosa della Vostra Volontà nella quale solo troveremo  Pace,Vita e Salvezza . Ave Maria.

Chi desidera avere il Diario di Suor Petra può richiederlo a:

Monache Domenicane – Monastero S. Maria del Sasso. 52011 Bibbiena (AR).

Atto di Oblazione

Dal Diario di Suor Petra

Per la Festa del Sacro Cuore di Gesù nell’anno 1932

Ecce venio! Eccomi! O dolcissimo e buon Gesù, Divino Agnello perennemente immolato sui nostri altari per la salute degli uomini, io voglio unirmi a voi, soffrire con Voi, immolandomi con voi. A tal fine vi offro tutte le pene, le amarezze, le umiliazioni e le croci che la Vostra Provvidenza mi ha preparato. Ve le offro secondo tutte le intenzioni per cui il vostro Cuore dolcissimo offre e immola Se stesso. Deh! Possa il mio tenue sacrificio ricadere in benedizioni sulla Chiesa, sul Sacerdozio, sulla Patria e sui poveri peccatori miei fratelli. E Voi, o Gesù, degnatevi di accettarlo dalle mani di Maria Santissima, in unione con le immolazioni del suo Cuore Immacolato. Così sia!

Dal Diario di Suor Petra Maggio 1963

Rinnovo, mamma cara, la consacrazione di tutto il mio essere a te. Nelle tue mani metto le promesse del mio Battesimo, la mia Professione solenne, i miei voti particolari, tutte le mie offerte a Gesù. Sono misere cose, o mia Celeste Tesoriera, ma al tocco delle tue mani diventeranno preziose e gradite alla Divina Maestà. A te affido anche i segreti aneliti del mio cuore, le mie aspirazioni e i desideri infiniti che hanno formato la gioia e il tormento della mia vita. O mamma cara. Ora che il giorno comincia a declinare, Tu sei rimasta l’unica mia speranza, non mi deludere, non guardare la mia indegnità, ma ascolta solo il tuo cuore di madre e compi i miei voti. Fammi camminare sempre nella carità e nell’amore, nella rettitudine e nella verità come vera figlia di S. Domenico.

Dal Diario di Suor Petra – Pasqua di Resurrezione 1971

Con quanta abbondanza di luce vi siete comunicato al mio spirito in questi giorni sebbene non mi siano mancate le sofferenze interiori. Ma tu mi sei sempre vicino! Fa ch’io non mi renda indegna di questa grazia, tutto aspetto da te, con la sicurezza che mi darai aldilà di quello che mi fai desiderare. In questa Festa di Luce ti si accostato a me questa mattina di Resurrezione nella S. Messa, ti ho sentito tanto vicino,Gesù;il mio spirito pendeva dalla effusione della tua grazia che mi fluiva nell’anima con tanta forza e con tanta dolcezza! ‘’Vieni ‘’dici all’anima mia e,nell’effusione del tuo amore, le fai gustare quel pane soprasostanziale, quel pane che ha in sé ogni diletto, quella manna nascosta che beatifica l’anima, mentre la lingua non sa ridire l’arcana dolcezza! O Gesù,come mi sono resa indegna di tante grazie! O mio divino Riparatore, purifica, santifica tutto il mio essere, affinché ti  possa seguire in tutte le tue vie qui in terra, e prendere parte alla tua Redenzione copiosa per proseguire poi in Cielo, per tutti i secoli a renderti una gloria senza fine. Proposito Pasquale: ricominciare con ardore sempre nuovo; non fermarmi su nessuna cosa passeggera. Il tempo è breve e non ritorna più! Alleluia! Alleluia.

QUARESIMA 1940

Dal Diario di Suor Petra Giordano

Morire piuttosto e soffrire qualunque cosa prima di mancare, anche lievemente, alla carità e rompere, così l’unione dei cuori.

Per quanto mi è possibile nulla domandare e ricevere il necessario con umile riconoscenza: ricordarmi che sono povera di condizione e di professione.

Stare sempre al mio posto, che è l’ultimo. Nascondermi, passare inosservata, amare la mia propria abiezione, agire sempre con semplicità. Visiterò spesso Gesù nel cuore delle mie sorelle.

Mettere tutto l’impegno possibile nei doveri del Coro.
Non fare conoscere i miei gusti nel cibo. Mangiare solo per dovere e per obbedienza; essere attenta alla lettura

Fare sempre quanto si conviene alla santità del mio stato; non concedere nulla ai miei occhi.

Non giudicare mai nessuno tanto meno i miei superiori. Scusare tutti per quanto mi è possibile.

Non penserò a cose inutili. Mi mortificherò nel tempo della ricreazione e quando avrò la licenza di parlare, evitando di parlare di cose che mi riguardano per il piacere di dirle, di ridere smodatamente, di offendere anche lievemente presenti e assenti

Solo ricorrendo a Dio, e unendomi a Lui più strettamente, potrò riportare vittoria. Le creature, anche le più sante, poco mi gioveranno.

Ogni  parola dei miei superiori sarà per me l’oracolo di Dio. Sarò una piccola ostia per le mie consorelle.